Al tavolo del Mise i tre commissari non hanno dato certezze sul futuro del gruppo distributivo. Trattative in corso con i manifestatori di interesse, proroga a maggio 2020 della procedura straordinaria e della Cigs. Nessuna prospettiva per la sede di Imola. I fornitori in allarme: vantano 150 milioni di crediti ma a Roma risultano meno di 10 milioni (1,6% delle fatture)